HORSENECK – “HEAVY TRIP”

Heavy Trip

Abbiamo sentito forte, violenta e necessaria la scelta di tornare a più di un mese dalla pubblicazione di “Heavy Trip” sul quartetto di Sacramento, consapevoli che il nostro volere si coniugherà perfettamente con la vostra sete di ascolto.

In “Heavy Trip” ci troverete veramente di tutto, e non solo cambiando traccia ma anche all’interno delle stesse. Su sfondi Stoner Metal i paesaggi si coloreranno man mano che l’ascolto andrà in profondità di Hardcore, di Soul, di passaggi obbligati sabbathiani e dei più inaspettati ricami che hanno lasciato nel tempo band come gli Unida e i Clutch.
Questo basta e avanza per fare di questo primo album degli Horseneck qualcosa su cui essere tornati. Non averlo recensito ci faceva sentire come abbandonati in un canyon sconosciuto.

La open track, seguendo la linea tracciata, non fa altro che confermare la capacità dei quattro ragazzi californiani di mutare pelle all’interno dello steso brano, e questo non fa altro che aumentare il nostro piacere nel proseguire il cammino.
Da “Bird Worried” ci spostiamo quindi a “Michael Caine”, e la sostanza non cambia.
Ritmo sempre incalzante e desiderio che tutto questo non si interrompa mai.

“P.A.G.”, a differenza dell’apertura, intensifica ed appesantisce sensibilmente il sound, ed i riffs, collosi e ipnotici, creano un’atmosfera fangosa sulla quale la voce trova il suo habitat naturale.
“Smokin’ Stacks” e “Hangman” si potrebbero definire l’una il proseguimento dell’altra, ma al contrario, perché sa la prima segna indelebile un percorso Stoner Rock, la seconda, con una forte influenza blueseggiante a sfondo Metal, gli si lega perfettamente, offrendo il lato più malinconico della band.
Queste varietà che lungo i trentacinque minuti di “Heavy Trip” vengono ripetutamente colte fanno già di quest’opera un must di questo primo trimestre dell’anno.

E con “Bobby Brown” ne abbiamo ulteriore conferma, grazie ad un concepimento post-tuttoquellochevivieneinmente capace di esaltare un brano andato in rotazione nella Sunday Night BBC Radio 1 Rock Show. Fatevi a questo punto due conti.
“No Gods” prosegue nello scheletro il brano di cui sopra, con improvvisi e repentini cambi di ritmo e genere che hanno fin qui permesso a questo album di essere, per originalità, uno dei meglio realizzati in questo 2017.

Si va in chiusura con gli ultimi otto minuti dell’opera, comprensivi delle tracce “Lester Vitalis”, “Basket of Snakes” e “Plow the Road”.
Per non smentire il credo i quattro californiani hanno messo in evidenza una forte influenza Heavy, riuscendo nell’intento di toccare i vari passaggi che hanno fatto la storia dell’Hardcore e del Punk.
Non un caso quindi che “Heavy Trip” abbia avuto una risposta positiva dalla critica statunitense, base imprescindibile per lanciare definitivamente una band che è stata capace di stupire e coinvolgere.

by Joe Zagari

Heavy Trip
by Horseneck

1. Bird Worried 03:22
2. Michael Caine 04:46
3. P.A.G 04:05
4. Smokin’ Stacks 02:59
5. Hangman 04:33
6. Bobby Brown 03:14
7. No Gods 03:27
8. Lester Vitalis 02:03
9. Basket of Snakes 02:44
10. Plow the Road 03:39

Official Site
released February 17, 2017

Recorded at The Dock in Sacramento Ca
Recorded by Lance Jackman
Mixed by Scott Evans
Mastered by Carl Saff

Anthony Paganelli
Lennon Hudson
Lance Jackman
Jess Gowrie

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