DRUIDIAN PINK – “PINK ALIENS”

Pink Aliens

Quando si parla di New Orleans, la mente ci riporta immediatamente indietro di secoli. Le prime immagini a venire a galla sono senza dubbio legate alle tradizioni religiose e culturali di cui questa città si è fatta portavoce e che hanno influenzato fortemente la popolazione. In particolare, in riferimento alla musica, si fa accenno alle tradizioni antichissime di origine africana che in quel periodo vennero importate e che fondendosi con la cultura del posto hanno lasciato un marchio indelebile nella storia della musica, e che tutt’oggi continuano ad influenzare musicisti, scrittori e poeti. Stiamo parlando del blues, del jazz, le danze e i ritmi tribali dei riti voodoo tipici di una Louisiana impregnata di leggende, dolore e sofferenza che tra le note trova libero sfogo e devozione, per poi costituire un vero e proprio forziere di inestimabile valore storico-culturale.

Detto ciò, aprite bene le orecchie! Qui non ci sono riti antichi, non ci sono bambole e spilli, non ci sono trombettisti né pianisti avvolti nella nebbia di un locale affollato. Qui, Signore e Signori, siamo in presenza di qualcosa di tutt’altra “razza”, proveniente dalle stelle e non da altri semplici continenti terrestri. Qualcosa di assolutamente unico e geniale, che fonde diverse molecole sonore all’interno di un solido DNA musicale e che proviene da chissà dove.
Com’è ben noto in biologia, la famosa doppia elica contiene tutto il patrimonio genetico trasmissibile da un’individuo all’altro. A tal proposito, il trio in questione con questo EP di debutto è riuscito a scovare diverse influenze sonore unite in qualcosa di insolito e geneticamente modificato. Siamo davanti a un vero embrione alieno, nato chissà dove e che ora aspetta soltanto di ambientarsi sulla terra. All’interno di questa doppia elica di revival surf troviamo i cromosomi Punk, Garage, Rock alternativo, saldamente incollati e miscelati. Cellula dopo cellula eccoci davanti ad un essere a noi straniero, ma dai connotati amichevoli. Sta a noi adesso decidere cosa farne, se studiarlo o seguirlo. Se farci scienziati a nostra volta, o fedeli di un culto nuovo.

Andando a ritroso tra le tracce, quasi a voler osservare questo gigante sconosciuto dal basso verso l’alto, troviamo “The Hex” e “The Dye Rain”; se la prima traccia sembra quasi una filastrocca da recitare prima di coricarsi per tenere a bada i brutti sogni, la seconda è decisamente più sul versante Rock sperimentale con sfumature Psichedeliche ripercorrenti gli Anni ’60.

Risalendo uditivamente la figura aliena, notiamo subito le irriverenti e provocanti sonorità di “Lighting Bolt” e di “Endless Mase”. Questo nuovo essere si insinua nella mente plagiandoci con ipnotici intrecci Doom e surf californiano. Ma altro che Beach Boys, la nuova razza impone un oscuro mistero che aleggia durante l’intera durata del disco e che lascia abbindolati.

Giunti ad osservare gli arti superiori di questo strano essere, ormai familiare, ci accorgiamo che tende verso di noi un braccio, possente e vigoroso. Facciamo fatica a distogliere lo sguardo così come l’udito. Ogni singola nota appare innovativa, la voce è ben inserita dai connotati quasi adolescenziali nel timbro. In tutte le tracce ascoltate finora si è avvertita questa assurda atmosfera non terrestre. I messaggi poi evidenziano quasi un gioco di parole. “Black Magic” conserva la vera natura del pianeta da cui proviene l’entità sopra citato. Inaspettato, folgorante, quasi a intimorire all’inizio per poi immediatamente adattarci a questi suoni grezzi, più Punk Rock, ma ancora cupi e misteriosi.

E finalmente giungiamo a guardare l’alieno dritto negli occhi, specchio di un’anima simile alla nostra ed in cerca come noi di terreno fertile in cui adattarsi. “Cult of the Pink Aliens”, in cima al disco, è la mente del progetto. Ogni connessione sinaptica trova massima esplicazione e dunque, fin dall’inizio, sappiamo in fondo chi è appena giunto sulla Terra. Il Rock Psichedelico è predominante e ti guarda anch’esso fisso nelle pupille. Il nucleo di ogni singola cellula viva e pulsante spinge dal secondo minuto in poi, regalandoci inaspettati stupori. Sappiamo adesso che questa nuova razza è pronta a farsi conoscere e immediatamente dopo a farsi venerare in un vero e proprio culto.

Se dovessimo esprimere il nostro parere, diremmo che gli alieni esistono e ascoltano ottima musica. Sono ottima musica!

by Anna Pepi

Pink Aliens
by Druidian Pink

1. Cult of the Pink Aliens 04:31
2. Black Magic 04:27
3. Endless Maze 05:15
4. Lightning Bolt 04:22
5. Ty Dye Rain 03:43
6. The Hex 04:08

Official Site
released February 10, 2017

All Songs written and performed Druidian Pink
Produced by Druidian Pink

Brandon – Guitar, Singer
Jeff – Drums
Eric – Bass

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...