KOOK – “KOOK”

Kook

Ipnotici, oscuri, spettrali, fangosi, potenti. I Kook si presentano al debutto così come sono, senza celare amore e passione verso un genere reinterpretato con originalità.

Composti da membri che hanno fatto parte di band come High on Fire, Sin City/Motorfly, Gang of Grim, Bliss of Triple Six, Kill Sister Kill, Imperial Spacepod, Kinabra, Demon Crawdad, Morticias Blues, Vibra Thang e The Stumps, i Kook fanno il loro esordio musicale con la produzione dell’EP omonimo, e l’impatto, come vuole la cover dell’opera, è devastante.

Originalità. Questo l’aggettivo che salta subito in testa al termine del primo ascolto del lavoro omonimo proposto dai quattro ragazzi californiani. E non è compito semplice al giorno d’oggi riuscire a comporre un EP d’esordio che riesca immediatamente a segnare con il sound l’impronta di chi lo realizza.

Karl Larson, Mike Donofrio, Troy Aschenbrenner e Jeff Wilson ci sono invece riusciti al primo colpo, sinonimo di capacità musicali ma soprattutto delle più svariate influenze che hanno permesso il concepimento prima e la nascita poi della band.
“Kook” è per certi versi primordiale e per altri innovativo. Non è mai facile accedere ai vari generi senza sentire il trasporto di chi ha posato le prime pietre.
Ma che si tocchi il Blues (predominante per tutti i trentasette minuti dell’ascolto), lo Stoner, il Doom o la frangia più pura dell’Heavy il risultato è il medesimo.

Dalla open-track, Play Dead, la smisurata vena Blues della chitarra di Karl vi inizierà a battere in testa senza soluzione di continuità, ed il Riffs proposto farà da colonna sonora al vostro incedere verso la conoscenza dei quattro ragazzi di San Jose.
Un primo assaggio dove l’orizzonte californiano vi sembrerà di vederlo fuori dalla vostra finestra.
Not Killing Me si snoda tra il ritmo Heavy imposto dalle bacchette di Mike e quel sano tocco Psichedelic che accompagnerà i quasi sette minuti della seconda traccia.

Con Ta-Da/Eye of Gold si entra nella sperimentazione, una traccia originale capace di convogliare un inizio decisamente Doom per poi sfociare in ritmi Stoner-Psychedelic. Crawl, malinconica ballata dell’opera, e Demonize, accompagnata da uno struggente ed esasperato Riffs, stendono il tappeto per la traccia conclusiva, considerata da noi la più rappresentativa dell’intera opera.

Why c’ha convinto per quella sorta di ondata psichedelica che ha travolto corpo e anima. Conclusione degna di un lavoro che è scivolato addosso come il più indicato dei vestiti, coprendo lacune lasciate sul mercato negli ultimi anni ed elevando un genere grazie ad una qualità che si è potuta percepire in ogni singola traccia.

by Joe Zagari

Kook
by Kook

1. Play Dead 04:07
2. Not Killing Me 06:38
3. Ta-Da/Eye of Gold 07:53
4. Crawl 06:44
5. Demonize 06:10
6. Why 06:03

Official Site
released April 8, 2017

Recorded and mixed by Chris Hughes
Mastered by Tony Reed
Album art by Adam Burke

Troy Aschenbrenner – Vocals
Mike Donofrio – Drums
Karl Larson – Guitar
Jeff Wilson – Bass

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